FOTOVOLTAICO IN CONDOMINIO

Recentemente ELEMENT ENERGIA ha realizzato un questionario con diverse domande relative agli impianti fotovoltaici e alla tecnologia solare. (CLICCA QUI PER IL QUESTIONARIO)

Nelle centinaia di risposte ricevute ci siamo soffermati ad analizzare le risposte alla domanda: Se dovessi ricevere una nostra proposta… “No, non lo faccio l’impianto perchè..”

Circa il 20% delle risposte ottenute a questa domanda era “VORREI  FARE L’IMPIANTO MA ABITO IN CONDOMINIO, NON SI PUO’ FARE”.

NON E’ CORRETTO: LA LEGGE PERMETTE L’INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO IN CONDOMINIO.

 

Il motivo per cui di impianti fotovoltaici su tetti condominiali se ne fanno pochissimi;  spesso anche chi è intenzionato a farlo si scontra con la poca informazione, a volta anche con la disinformazione. A dire il vero fino a poco tempo fa la normativa condominiale in materia di solare fotovoltaica era molto poco chiara e univoca.

NUOVA LEGGE

Nel 2013 è entrata in vigore la riforma del condominio in cui viene trattato l’argomento,  legge n.220 dell’11/12/2012. La prima domanda da porsi quindi quando si parla di fotovoltaico in condominio è: “L’impianto sarà ad uso condominiale o della singola famiglia facente parte del condominio?”

  1. Nel primo caso, cioè ad uso condominiale, significa che tale impianto andrà a coprire i fabbisogni energetici di tipo elettrico degli spazi comuni come: ascensore, luci scale, luci esterne, pompe dell’acqua, ect ect.
  2. Nel secondo caso, l’impianto sarà ad uso della singola famiglia che vuole realizzarlo e che quindi utilizzerà parte della copertura del condominio per realizzare il proprio impianto.

Andiamo a vedere come si differenzia la normativa…

IMPIANTO AD USO CONDOMINIALE

Nel codice civile, art. 1120 si dice quanto segue:

“I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto: 1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrita’ degli edifici e degli impianti; 2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unita’ immobiliari o dell’edificio, nonche’ per la produzione di energia mediante l’utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;”

L’articolo 5 della legge n. 220 dell’11/12/2012 indica i criteri per poter deliberare, in sede di assemblea, l’installazione di un impianto fotovoltaico in condominio: per l’approvazione è sufficiente il voto positivo della maggioranza degli intervenuti all’assemblea (attenzione: non dei condomini, ma degli ‘intervenuti’) che rappresentino insieme almeno 2/3 del valore dell’edificio. Ovviamente è obbligatoria la convocazione in assemblea di tutti i condomini.

Questa maggioranza ha diritto a deliberare per l’installazione di un impianto fotovoltaico realizzato a carico del condominio stesso o a carico di ‘terzi’ che vogliano utilizzare spazi comuni per produrre energia fotovoltaica.

IMPIANTO AD USO FAMILIARE IN CONDOMINIO

L’articolo 7  della legge n.220, senza alcun dubbio pone un diritto fondamentale: UNA SINGOLA FAMIGLIA PUO’ INSTALLARE IL PROPRIO IMPIANTO SULLA COPERTURA CONDOMINIALE.

E’ consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unita’ del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprieta’ individuale dell’interessato. Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne da’ comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalita’ di esecuzione degli interventi. L’assemblea puo’ prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell’articolo 1136, adeguate modalita’ alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilita’, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio e, ai fini dell’installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto.”

Ecco come funziona la prassi per un impianto condominiale (indicata all’art. 1120 cc.): anche un solo condomino può fare richiesta all’amministratore presentando la documentazione dei lavori previsti. L’amministratore è tenuto a convocare l’assemblea condominiale entro 30 giorni dalla richiesta e l’assemblea potrà deliberare con il voto della maggioranza degli intervenuti che abbiano almeno la metà della proprietà dell’edificio.

Un’altro fondamentale punto è che SOLO A RICHIESTA dell’assemblea e quindi scritto a verbale deve essere lasciato lo spazio a tutti di realizzare il proprio impianto, ma non è un obbligo di legge.

 

SCOPRI LE NOSTRE SOLUZIONI E CONTATTACI SENZA IMPEGNO